A Pizza & Cooking, nel quartiere Eur Spinaceto di Roma, la pizza resta al centro, ma oggi il locale è diventato molto più di una pizzeria.
Nato come Miss Pizza, realtà dedicata principalmente al delivery, oggi Pizza & Cooking unisce servizio a domicilio e sala, con una proposta che mette insieme pizza romana, fritti artigianali, musica dal vivo e serate karaoke.
Dante racconta un’attività che, dal 1992 a oggi, ha attraversato cambiamenti importanti, dal modo di ordinare una pizza fino al modo di vivere una pizzeria. L’ultimo passaggio è stato quello dal delivery alla sala, che ha cambiato anche il rapporto con il cliente.
Dal delivery alla sala: cambiare modo di fare ristorazione
Fare pizza dal 1992 significa aver attraversato crisi, mode e cambiamenti che hanno modificato profondamente il settore.
Tra questi, la pandemia è stata una delle sfide più difficili.
“Da un lato ha sicuramente incrementato il lavoro del delivery per tante attività, dall’altro ha messo in difficoltà tantissimi ristoranti e successivamente anche lo stesso servizio delivery.”
Per Pizza & Cooking, però, il cambiamento più importante è stato affiancare al delivery una vera e propria sala.
“Se prima ti devi concentrare semplicemente sugli orari e sulla puntualità, quando hai una sala, oltre a questo devi anche saper curare il rapporto con il cliente.”
In sala, infatti, cambiano le cose. Non basta più che la pizza arrivi puntuale e fatta bene: bisogna curare anche il rapporto con il cliente, l’atmosfera e tutto quello che succede intorno al tavolo.
È da qui che Pizza & Cooking ha iniziato a lavorare anche su tutto ciò che succede attorno alla pizza.
Da Pizza & Cooking una pizza ma anche una serata
È in sala che è nata anche una delle caratteristiche più riconoscibili di Pizza & Cooking: la musica dal vivo.
“Le serate musicali per noi rappresentano un punto di valore, perché tramite la musica dal vivo siamo riusciti ad arrivare a tante persone che vengono appositamente per quello.”
Gli artisti non vengono scelti indistintamente. C’è una selezione delle band e dei musicisti che si esibiscono, con l’obiettivo di mantenere un certo livello qualitativo.
A queste serate si aggiungono anche gli appuntamenti con il karaoke, dove il pubblico non è più soltanto spettatore, ma partecipa direttamente alla serata.
“Facciamo anche serate karaoke, in cui la gente si diverte, viene qui per cantare. Quindi, oltre ad avere e consumare del buon cibo, possono anche passare una serata in allegria.”
Per un locale che non si trova in una zona di grande passaggio, però, la musica serve anche a farsi conoscere.
“Abbiamo iniziato a fare questa cosa proprio per farci conoscere, affinché la gente possa venire anche quando non c’è la musica, perché si è trovata bene come servizio e come qualità del cibo.”
L’idea è che qualcuno possa arrivare per una serata musicale e poi tornare anche quando sul palco non c’è nessuno, semplicemente per mangiare la pizza.
La pizza romana, senza classifiche
A Pizza & Cooking la scelta sul tipo di pizza è molto precisa: pizza romana, bassa e scrocchiarella.
Un prodotto molto diverso dalla pizza napoletana.
“È sicuramente un prodotto diverso da quello che è la pizza napoletana, ma come dico sempre non ce n’è una più buona: sono semplicemente due prodotti diversi totalmente.”
Accanto alla pizza ci sono i fritti artigianali tipici della tradizione romana, come i supplì, il supplì all’amatriciana e quello cacio e pepe.
E l’offerta si allarga anche a chi cerca qualcosa di diverso: alcune tipologie di pizza senza glutine e proposte come carne, hamburger e petti di pollo.
L’obiettivo è permettere a persone con gusti ed esigenze diverse di trovare qualcosa da mangiare allo stesso tavolo, senza rinunciare all’identità del locale.

Qualità sì, ma con un occhio al prezzo
La ricerca di ingredienti di qualità deve però fare i conti con una questione molto concreta: il prezzo.
“Il cliente apprezza sicuramente l’ingrediente buono, di qualità. C’è sempre poi da confrontarsi con quella che è la realtà, ovvero anche la natura dei prezzi.”
Per Pizza & Cooking la sfida non è quindi trovare a tutti i costi il prodotto più costoso, ma quello che permetta di mantenere un buon livello senza scaricare tutto sul prezzo finale.
“Cerchiamo sempre di dare un prodotto buono, assolutamente di qualità, pur rimanendo in determinati standard. Arrivare a prezzi troppo alti sarebbe controproducente per noi e non vogliamo andare contro le persone.”
L’obiettivo, quindi, è trovare un equilibrio tra qualità e prezzo, senza allontanarsi dal proprio cliente.
Quando l’ordine di Pizza & Cooking passava da telefono e WhatsApp
Prima che quella pizza arrivi al tavolo, però, c’è tutto il lavoro legato alle forniture.
Prima di utilizzare Soplaya, gli ordini venivano gestiti nel modo più classico possibile.
“Si facevano i classici ordini telefonici oppure via SMS o WhatsApp, in cui si elencavano tutti i prodotti di cui avevamo bisogno.”
Un sistema che funziona, ma che richiede anche di ricordarsi ogni volta cosa manca e cosa bisogna ordinare.
Con Soplaya, invece, possono vedere direttamente cosa è disponibile e aggiungere prodotti anche durante la settimana.
“Adesso anche durante la settimana, se si apre l’app, possiamo vedere anche alcuni prodotti che magari in quel momento non ci sono venuti in mente e quindi poterli selezionare.”
Il risultato, per Dante, è soprattutto un maggiore controllo.
“Abbiamo un controllo più dettagliato sicuramente.”
Non è la parte più glamour della ristorazione, ma sapere esattamente cosa si può ordinare e cosa è disponibile può far risparmiare parecchio tempo.

Un catalogo che ti ricorda anche quello che ti sei dimenticato
All’inizio, racconta Dante, un po’ di scetticismo c’era.
La domanda era comprensibile: se un sistema di ordini già esiste, perché cambiarlo?
Poi hanno iniziato a utilizzare l’app.
“Abbiamo notato proprio che l’app dà un’ampia scelta e anche un’ampia visione su tutti i prodotti.”
Tra le funzioni più apprezzate c’è proprio la ricerca attraverso le parole chiave.
“La funzione che preferisco dell’app di Soplaya è sicuramente quella della ricerca del prodotto tramite parole chiave, che riesce comunque nella maggior parte dei casi a soddisfare i prodotti che cerchiamo.”
Il vantaggio è anche molto pratico: scorrendo i prodotti disponibili può capitare di ricordarsi di qualcosa che non era finito nella lista.
E quando si gestiscono quotidianamente ingredienti, forniture e ordini, anche questo può fare la differenza.
Il panko che è entrato nei supplì
Tra i prodotti che hanno trovato su Soplaya c’è anche il panko, utilizzato per la panatura dei supplì.
“È sicuramente più funzionale per la panatura dei supplì che facciamo noi. Il panko dà una panatura croccante al supplì ed è un prodotto che abbiamo trovato con costanza, mentre prima non riuscivamo a trovarlo sempre.”
In questo caso, il vantaggio è soprattutto riuscire a trovarlo con continuità.
Per un ingrediente che utilizzi nei tuoi supplì, infatti, trovarlo una volta non basta: devi poterlo riordinare quando ti serve.
Una parola per descrivere Soplaya? Organizzato.
Quando chiediamo a Dante di descrivere Soplaya con una sola parola, sceglie “organizzato”.
La definizione completa è quella di “un portale organizzato per poter dare una panoramica generale su tutto quello che è il food”.
In fondo, il suo valore sta proprio nelle cose meno spettacolari: rendere più semplice la ricerca dei prodotti, controllare cosa è disponibile e gestire gli ordini.
Perché dietro una pizza romana, un supplì o una serata di musica dal vivo c’è una parte del lavoro che il cliente non vede. E se quella parte funziona bene, diventa più facile concentrarsi sul resto: preparare la pizza, servire i clienti, organizzare una serata e fare in modo che chi entra abbia un buon motivo per tornare.
Oggi Pizza & Cooking non è più soltanto un posto dove ordinare una pizza. È un posto dove andare, mangiare, ascoltare musica e, possibilmente, tornare.
Se hai letto fino a qui, non perderti le altre interviste della community Soplaya: storie di ristoratori che ogni giorno scelgono prodotti, persone e idee per costruire il proprio modo di fare ristorazione.


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