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Ce Stamo a Pensà: crescere restando sé stessi

A due passi dal Colosseo, dove è facile trovare locali costruiti più per i turisti che per i romani, ce n’è uno che da dieci anni continua a fare esattamente il contrario, quello di rimanere fedele a sé stesso, si chiama Ce Stamo a Pensà.

Fondato da Marco Cardillo Piccolino è nato nel 2016 con una proposta decisamente essenziale, ovvero montanare preparate al momento, pizze fritte e panini napoletani. Niente sgabelli, niente aperitivi, niente menu chilometrici.

Oggi il locale è cresciuto, la cucina si è allargata e sono arrivati nuovi piatti, il take-away e gli aperitivi. Ma la base è rimasta la stessa con prodotti scelti con attenzione, preparazioni quotidiane e un’identità partenopea che non si lascia mettere in ombra neanche dal Colosseo.

Le origini di Ce Stamo a Pensà

Marco vive a Roma da 25 anni, ma è originario di Ausonia, un paese tra Formia e Cassino. Nella capitale era arrivato per studiare; quasi per caso ha iniziato a lavorare come cameriere e si è innamorato della ristorazione.

Una deviazione rispetto ai piani iniziali che, a conti fatti, si è rivelata una grande fortuna.

L’idea di Ce Stamo a Pensà  è arrivata invece da molto più lontano. Un ospite brasiliano dell’hotel in cui lavorava gli propose di preparare le pizze fritte a San Paolo. La risposta di Marco fu piuttosto naturale: perché andare fino in Brasile, quando poteva farle a Roma?

Da quella domanda è nato il locale. E forse anche il nome racconta bene il modo in cui prendono forma molte idee imprenditoriali: ci pensi, ci ripensi e, a un certo punto, inizi.

All’inizio non c’era neanche uno sgabello

Quando ha aperto, Ce Stamo a Pensà era molto diverso dal locale di oggi.

“Non avevamo neanche uno sgabello. Facevamo soltanto le montanare, le pizze fritte e i panini napoletani”, racconta Marco.

Poi sono arrivate le richieste dei clienti e il progetto ha iniziato a evolversi: prima qualche piatto di pasta, poi gli aperitivi, il take-away e una proposta sempre più ampia. Non un cambio di identità, ma una crescita costruita giorno dopo giorno, osservando il mercato senza inseguire qualsiasi moda passasse davanti alla porta.

Il cuore della cucina, infatti, è ancora quello delle origini, ovvero le montanare preparate sul momento. Attorno a loro si è sviluppato un menu fatto di arancini, polpette, piatti partenopei e paste fresche.

La pasta rappresenta quasi un’eccezione culturale, è la parte più romana della proposta, mentre il resto della cucina guarda soprattutto a Napoli. Anche in questo caso, però, la scelta è nata da un’esigenza molto concreta: offrire un prodotto buono, espresso e abbastanza veloce da adattarsi ai ritmi del locale.

Ce stamo a pensà - Piatti

Essere autentici davanti al Colosseo

Lavorare in una delle zone più turistiche del mondo significa confrontarsi ogni giorno con un pubblico che cambia continuamente. Il rischio è quello di perdere la propria personalità nel tentativo di parlare a tutti.

Ce Stamo a Pensà ha scelto un’altra strada.

“Noi rimaniamo sempre noi stessi e questa è stata la nostra forza”, spiega Marco.

“Siamo qui da dieci anni e siamo diventati un punto di riferimento sia per i local sia per i turisti”.

Una frase semplice, ma tutt’altro che scontata. Perché essere riconoscibili in un luogo attraversato ogni giorno da migliaia di persone significa trovare un equilibrio difficile, quello di accogliere chi arriva da fuori senza trasformarsi nell’ennesimo locale pensato soltanto per chi resterà a Roma poche ore.

A tenere insieme tutto c’è anche una squadra che lavora nel locale da anni, una rarità in un settore nel quale il turnover è spesso altissimo.

“La forza è che ci conosciamo: conosciamo i nostri difetti e i nostri pregi e riusciamo ad andare avanti. Ogni tanto qualcuno va e qualcuno viene, ma la spina dorsale rimane sempre la stessa”

Non servono grandi dichiarazioni sulla cultura aziendale, a volte la differenza la fanno proprio questa conoscenza reciproca e la capacità di lavorare insieme, pregi e difetti compresi.

La ricerca degli ingredienti giusti insieme a Soplaya

In una cucina fondata su preparazioni quotidiane e prodotti freschi, la qualità delle materie prime non è un dettaglio da raccontare bene nel menu ma è ciò su cui si regge tutto.

Per questo Ce Stamo a Pensà utilizza Soplaya anche per cercare gli ingredienti più adatti alla propria proposta: dal pomodoro alla stracciatella, fino alle alici.

“Siamo sempre alla ricerca di prodotti top, per questo collaboriamo con Soplaya per trovare il giusto pomodoro, la giusta stracciatella o la giusta alicetta”, racconta Marco.

Il valore non sta soltanto nel trovare ciò che già si conosce, ma anche nella possibilità di scoprire prodotti nuovi. Grazie a una ricerca più ampia sul territorio italiano, il team può valutare ingredienti diversi rispetto a quelli disponibili in precedenza e trovare un buon equilibrio tra qualità e prezzo.

Senza dover trasformare ogni ordine in una caccia al tesoro tra listini, messaggi e cataloghi sparsi.

Ce stamo a pensà - Piatti, preparazioni e ambienti

Sul fresco non si può improvvisare

Ce Stamo a Pensà lavora senza prodotti surgelati e questo comporta una preparazione quotidiana impegnativa e rende la continuità delle forniture ancora più importante.

“È essenziale avere un fornitore che ci garantisca la qualità sul fresco. Abbiamo bisogno di qualcuno che ci segua giornalmente”, sottolinea Marco.

Quando le lavorazioni ripartono ogni mattina e la qualità del piatto dipende direttamente da quella degli ingredienti, non basta ricevere un buon prodotto una volta. Serve costanza. Serve sapere che ciò che arriva oggi avrà lo stesso livello di ciò che è arrivato ieri e che, in caso di necessità, ci sarà qualcuno con cui confrontarsi.

È anche per questo che, alla richiesta di descrivere Soplaya con una sola parola, Marco non ha dubbi: efficace.

Poco poetica, forse, ma nella ristorazione, dove ogni giornata porta con sé abbastanza imprevisti, è probabilmente uno dei complimenti migliori che si possano ricevere.

Scopri le storie di chi ha scelto Soplaya e guarda la ristorazione attraverso la voce di chi la vive ogni giorno. Leggi tutte le interviste.

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